LA VITA

Il pittore della luce e della solennità.

Tra il rigore della fede e il dramma della luce, il suo pennello seppe trasformare la pittura in racconto, lasciando un segno profondo nell’arte italiana tra Cinque e Seicento.

Le origini

Le ragioni della fuga della famiglia Roncalli da Bergamo non sono certe. Probabilmente provenienti dalla Valle Imagna e di condizione agiata, i Roncalli esercitavano l’attività mercantile. Giovanni da Bergamo, padre di Cristoforo, fu costretto a lasciare il territorio e a stabilirsi a Pomarance, nello Stato di Firenze.
Dal 1521 Giovanni Antonio Roncalli, detto “il Bergamasco”, risulta presente a Pomarance con il fratello Alessandro. Proprietario di numerosi beni, sposò Donna Francesca Incontri, appartenente a una delle famiglie più ricche di Volterra, attiva nella produzione di maioliche. Dal matrimonio nacquero sei figli, tra cui Donato e Cristoforo. La famiglia possedeva un’abitazione nei pressi della chiesa parrocchiale, costruita prima del 1561.

La nascita e la formazione

Cristoforo Roncalli nacque intorno al 1552, come da lui stesso dichiarato nel 1616. La sua formazione artistica avvenne a Firenze, sebbene non sia noto il nome del suo maestro. Prima del 1576 si trasferì a Siena, dove ottenne importanti commissioni, tra cui una pala per il Duomo, compensata con 420 scudi.Dal 1521 Giovanni Antonio Roncalli, detto “il Bergamasco”, risulta presente a Pomarance con il fratello Alessandro. Proprietario di numerosi beni, sposò Donna Francesca Incontri, appartenente a una delle famiglie più ricche di Volterra, attiva nella produzione di maioliche. Dal matrimonio nacquero sei figli, tra cui Donato e Cristoforo. La famiglia possedeva un’abitazione nei pressi della chiesa parrocchiale, costruita prima del 1561.

Il Pomarancio

Nel 1582 Roncalli si stabilì a Roma, dove probabilmente collaborò con Niccolò Cercignani, detto il Pomarancio il Vecchio. Da qui derivò il soprannome “Pomarancio”, condiviso anche da altri artisti contemporanei, generando in seguito difficoltà attributive.
A Roma avviò la sua carriera manieristica con affreschi per l’Oratorio del Santissimo Crocifisso in San Marcello al Corso, seguiti da importanti cicli pittorici in Santa Maria in Aracoeli.

La maturità

Tra il 1588 e il 1599 Roncalli raggiunse una piena maturità espressiva con le storie di San Filippo Neri, caratterizzate da forte realismo e intensi contrasti chiaroscurali, e con i dipinti di Santa Domitilla nella chiesa dei Santi Nereo e Achilleo, più orientati verso il classicismo.
Durante il Giubileo del 1600 realizzò opere di grande prestigio, tra cui il Battesimo di Costantino e i disegni per i mosaici della Cappella Clementina in San Pietro. Fu considerato uno dei principali pittori della Controriforma, capace di unire la solennità di Raffaello ai contrasti luminosi del naturalismo caravaggesco.

L’eredità artistica

La fama raggiunta lo portò a Loreto, dove lavorò per circa dieci anni agli affreschi della Basilica della Santa Casa, della Sala del Tesoro e della Cupola, oltre a numerose opere nelle Marche. Artista del tardo manierismo, influenzato da Raffaello e Michelangelo, si distinse per composizioni dinamiche, colori accesi e una raffinata teatralità.
Stimato da artisti come Rubens, i Carracci e Caravaggio, Roncalli visse gli ultimi anni in agiatezza. Morì a Roma il 14 maggio 1626 e fu sepolto nella chiesa di Santo Stefano del Cacco. Il suo stile, che fonde manierismo toscano e naturalismo, lasciò un segno profondo nelle aree in cui sono diffuse le sue numerose opere.